skyline parma rosso

Si comunica che per limitare le probabilità di contagio da COVID-19 la Segreteria del Consiglio Notarile di Parma riceverà richieste e documentazione solo tramite i seguenti indirizzi mail:
consiglioparma@notariato.it
cnd.parma@postacertificata.notariato.it

per urgenze si potrà contattare il numero telefonico 0521-233176 nei giorni e negli orari di apertura.

Io e la mia compagna abbiamo deciso di sposarci. Siamo entrambi divorziati e abbiamo entrambi un figlio dal precedente matrimonio. Cosa cambierà per noi e per i nostri figli? E' opportuno fare la separazione dei beni?

Con il matrimonio gli effetti più significativi, per quanto riguarda i rapporti patrimoniali, si verificano per ciò che riguarda la futura successione, dove è necessario rispettare le quote di legittima che spettano al coniuge superstite e ai figli. Si rischia di non poter regolare i rapporti come si vorrebbe. Più semplice il discorso per i beni avuti per successione o acquistati prima del matrimonio.

I beni personali - Nulla cambia, con il matrimonio, per i beni che erano già di proprietà di ciascun coniuge. Quale che sia il regime scelto, comunione o separazione dei beni, le proprietà precedenti rimangono di proprietà personale, così come i beni pervenuti per successione anche successivamente al matrimonio. Talora si pone, invece, il problema opposto: riconoscere al coniuge diritti sull'appartamento di proprietà personale. Qualora si escludesse la compravendita (serve il pagamento del prezzo) e la donazione, potrebbe stipularsi una convenzione di fondo patrimoniale che, se non la proprietà, riconosce comunque diritti sull'immobile.

La separazione dei beni - Chiarito che la scelta del regime non incide sui beni riconosciuti personali, ma soltanto sugli acquisti successivi al matrimonio, conviene rifarsi ai criteri che avevano ispirato la riforma del diritto di famiglia: la comunione dei beni è opportuna e consigliabile per tutelare il coniuge che non lavora o comunque più debole economicamente, negli altri casi la separazione dei beni consente di agire più liberamente.

La tutela dei figli - Il caso proposto è assai frequente e non consente una soluzione certa e inattaccabile. Con il matrimonio e la presenza di un figlio, spetta al coniuge e al figlio in ogni caso il diritto alla quota di un terzo per ciascuno. Ove non vi fosse testamento il patrimonio andrebbe diviso in due parti uguali. Di conseguenza il figlio del coniuge deceduto per ultimo avrebbe una quota più alta rispetto al figlio dell'altro. In alternativa, potrebbe essere consigliabile che ciascun coniuge, con un testamento, lasci all'altro l'usufrutto sui suoi beni personali e al proprio figlio la nuda proprietà. Al termine dell'usufrutto al figlio spetteranno così i beni del proprio genitore. Testamento in linea teorica impugnabile ma con buone possibilità di essere rispettato. Questo in linea generale. Si tratta poi ovviamente, in concreto, di valutare il patrimonio e le esigenze di ognuno per scegliere la soluzione compatibile con le necessità delle parti e i limiti imposti dalla legge. Un dato è comunque comune nella quasi totalità di coniugi in seconde nozze: la necessità del testamento.