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Mio padre è proprietario di due appartamenti e vorrebbe donarli, uno a me e uno a mio fratello. E’ meglio fare così con la donazione o aspettare la successione? Ci sono meno tasse da pagare?

In passato la domanda aveva una risposta positiva (a favore della donazione) quando ci si trovava in presenza di più di un erede. Infatti con la donazione era possibile frazionare il patrimonio e per ogni donatario l’aliquota veniva considerata singolarmente, mentre nella successione l’aliquota veniva determinata sul valore globale del patrimonio. Si consideri che la tassazione era fortemente progressiva e quindi spesso le donazioni dai genitori ai figli determinavano un importante risparmio fiscale. Ora non è più così. Le regole, per successione e donazione, sono le stesse. Fra coniuge e parenti in linea retta è prevista un’esenzione d’imposta fino ad un milione di euro per ogni erede. Le aliquote sono fisse e non progressive e quindi frazionare il patrimonio non produce alcun effetto. Ovviamente non è possibile ipotizzare quale sarà in futuro il trattamento fiscale della successione e su quale base di calcolo verranno valutati gli immobili (oggi su valori catastali obiettivamente spesso modesti). Così come oggi è significativa l'esenzione che spetta a coniuge e figli (un milione di euro per ciascuno) Un vantaggio fiscale certo per la donazione vogliamo trovarlo, bisognerà fare riferimento alla donazione con riserva di usufrutto, dove il valore dell’usufrutto che il donante si riserverebbe, maggiore o minore secondo l’età del donante, può, quello sì, ridurre la tassazione.

La legittima - Anche se si ricorre alla donazione non possono, comunque, essere violate le disposizioni di legge in tema di legittima: la donazione non può costituire cioè lo strumento per privarsi del proprio patrimonio e lasciare, alla propria morte, qualcuno dei legittimari senza la quota minima cui ha diritto. Se si vuole già dividere i beni tra i propri successori, lo si può certamente fare disponendo a loro favore in vita con altrettanti atti di donazione, ma si può ottenere lo stesso risultato anche con un testamento che contenga disposizioni specifiche per la divisione del patrimonio tra gli eredi.

L’impugnazione delle donazioni – Il testamento che lede la legittima può essere impugnato. Anche le donazioni che ledono la legittima possono essere impugnate. L’uno e le altre, però, solo dopo la morte di colui che dispone. E al diritto di impugnare si può rinunciare soltanto dopo la scomparsa della persona, ogni accordo precedente è nullo: la legge vuole evitare che un genitore “forte” possa costringere un figlio a rinunciare ad un diritto che gli spetta. Questo può comportare problemi nella circolazione dei beni oggetto di donazione, perché l’acquisto per donazione non è, per le ragioni di cui si è detto, completamente sicuro. Problema però da non drammatizzare e da valutare caso per caso, sulla base dell’età, del patrimonio, delle situazioni familiari. Così è anche la risposta alle domande del Lettore: non c’è una soluzione univoca né una risposta valida per tutte le situazioni.