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Chiedo, per conto di un mio parente anziano, che non riesce più a scrivere e che si trova in una situazione familiare senza parenti diretti. Anche se non c’è un testamento scritto, le volontà non possono essere provate con delle testimonianze? E’ sempre necessario fare testamento? E a cosa può servire una fondazione?

Da un testamento impreciso, o strutturato malamente o, in certi casi, dalla mancanza di testamento possono nascere situazioni spiacevoli anche nell’ambito dei rapporti familiari, se non controversie pesanti che rischiano di protrarsi nel tempo. E’ quindi opportuno rivolgersi al Notaio di fiducia per valutare caso per caso le situazioni. Qualche risposta, alle domande del Lettore, è comunque possibile darla.

Il testamento orale – Il testamento olografo, che è la forma più semplice di testamento, deve essere redatto per iscritto dal testatore, datato e firmato. L’assenza di questi requisiti formali minimi rende nullo il testamento. A maggior ragione sono nulle le disposizioni comunicate verbalmente, anche in presenza di testimoni. Vi sono opinioni discordanti, in dottrina e in giurisprudenza, sull’ammissibilità di una conferma (volontaria, s’intende) di disposizioni orali da parte di coloro che per legge sarebbero stati eredi, a favore di altri beneficiari designati solo verbalmente. Ove la si ritenga ammessa, occorrerebbe comunque una sentenza che accerti l’esistenza di tali disposizioni. Nulla vieta ovviamente agli eredi legittimi di dare esecuzione alla volontà della persona deceduta, pur non contenuta in un testamento. In assenza però di una sentenza vi sono conseguenze fiscali (si configurerebbe un trasferimento dagli eredi legittimi ai beneficiari, con conseguente ulteriore tassazione). Ma se il problema è che la persona non riesce a scrivere, si può rimediare utilizzando il testamento pubblico, redatto dal Notaio.

Quando serve il testamento – In assenza di testamento il patrimonio viene devoluto in forza di legge. Se la soluzione prevista è quella che si desidera (come può accadere nel caso più frequente, quando il patrimonio è devoluto al coniuge e ai figli) del testamento si può fare a meno. Spesso la non conoscenza della legge genera controversie e problemi. Non tutti sanno che se i coniugi non hanno figli, vengono a concorrere con il coniuge superstite fratelli e sorelle del defunto. O che i nipoti prendono il posto dei fratelli e sorelle deceduti, e invece i secondi cugini non prendono il posto dei primi cugini deceduti (spetta tutto ai primi cugini ancora in vita). In questi casi raramente la volontà della persona viene a coincidere con quanto previsto dalla legge.

La fondazione – Consiste nella destinazione di un patrimonio ad uno scopo, solitamente di pubblica utilità. E’ un modo per lasciare un ricordo duraturo di sé. Deve comunque trattarsi, per la sua ammissibilità, di un patrimonio la cui consistenza sia coerente con gli scopi previsti.